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SPIAGGE. LA LIBERTÀ NEGATA

UN RACCONTO DALLE SPIAGGE BARESI

di MARIA GRAZIA PANI

Per pura curiosità, sentendo alcune amiche parlare dei prezzi dei lidi in Puglia per l’estate 2020 ed essendo incredula per quanto riferito, ieri ho telefonato a diversi lidi compresi nel territorio tra Polignano e Monopoli.

Sono rimasta allibita.

Il prezzo medio di un abbonamento, che comprende giugno, luglio e agosto, si aggira intorno ai 5.000 euro per un ombrellone e due lettini.

Cinquemila euro. Le signorine delle reception ci tengono a specificare che è compreso il posto auto.

Non è possibile fare abbonamenti mensili. Cioè no solo luglio o solo agosto. O tutto o niente.

Però c’è la possibilità di fare ingressi giornalieri su prenotazione.

Il prezzo giornaliero di un ombrellone e due lettini per due persone è di 100 euro.

Questo è quanto ho udito con le mie orecchie.

Il che mi induce a una riflessione.

La privatizzazione delle coste avanza inesorabilmente e i pochi tratti pubblici sono sempre più sovraffollati.

Se analizziamo la situazione costiera balneabile tra Bari e Monopoli ci rendiamo conto che gli spazi fruibili liberamente sono pochissimi.

A Bari, oltre ai Lidi privati nella zona Fiera del Levante, c’è la spiaggia di Pane e Pomodoro, presa d’assalto da centinaia di persone e soggetta a sversamenti di liquami, quindi comunque non proprio sicura per la salute.

Idem Torre Quetta.

Proseguendo sul litorale semiabbandonato, tra edifici fatiscenti e trionfo della prostituzione, si osserva una costa rocciosa frastagliata e difficilmente praticabile .

Stessa situazione sul litorale di San Giorgio, tra pescherie e venditori di molluschi.

A Torre a mare la situazione peggiora di anno in anno. Gli scogli sono sempre più sporchi e lasciati all’incuria della gente incivile.

Proseguendo tra Torre a mare e Mola di Bari non ci sono spiagge degne di questo nome, complice anche l’erosione delle coste.

Tra Mola e Cozze ci sono delle strutture private, lidi più o meno di tendenza, con prezzi simili a quelli suddetti. Tra Cozze e Polignano idem.

A San Vito c’è una spiaggetta libera , sempre strapiena .

A Polignano, a parte la splendida Lama Monachile in  paese, anch’essa sempre piena, ci sono scogliere altissime e bellissime, ma certamente non spiagge.

A Monopoli ci sono alcune deliziose spiagge libere nelle quali riuscire a trovare spazio per un asciugamano è impresa epica. E poi ci sono i lidi privati.

A Monopoli ci sono moltissimi lidi privati.

Un tempo erano pubblici.

Ricordo, per esempio,  quando si poteva fare il bagno a Porto ghiacciolo liberamente. Ora non più. E’ privato. Ci hanno fatto un ristorante, una “location” suggestiva con vista Castello. Tutto privato.

Non si può più accedere, se non pagando.

E così proseguendo verso Capitolo, che è un vero tripudio del privato.

Con i prezzi di cui vi parlavo.

Ci sono tratti ancora liberi, certo.

Ma sono talmente ridotti che è impossibile non ritrovarsi uno addosso all’altro.

Altro che norme di distanziamento!

Idem nella zona di Savelletri, ormai oasi felice per ricchi, ricchissimi vip!

Quindi , ricapitolando, partendo da  Bari per trovare qualche metro di spiaggia libera decente e meno assembramento, bisogna arrivare fino a Torre Canne.

A Torre Canne ci sono molti lidi,  ma anche molta spiaggia libera (chissà per quanto ancora), quindi non è necessario indebitarsi per farsi un bagno.

Ma per arrivare a Torre Canne da Bari bisogna farsi circa 80 km in auto.

Il WWF nel 2019 ha denunciato “il meccanismo che consente di individuare e concedere ulteriori aree demaniali attualmente libere per nuove attività balneari” con i due emendamenti al disegno di legge di bilancio 2019.

Anche Legambiente nel 2019 ha lanciato una campagna nazionale per dire No alla privatizzazione selvaggia delle spiagge.

La spiaggia libera è un diritto, ma ad oggi è un diritto troppo spesso negato.

Bisogna difendere il diritto dei cittadini di poter godere liberamente di spazi che sono demaniali.

E io credo che lo Stato dovrebbe mettersi dalla parte dei cittadini, garantendo spiagge libere e ben tenute, pulite, controllate. E dovrebbe comunque vigilare sui prezzi degli stabilimenti privati e calmierarli.

Ma figuriamoci. Abbiamo parchi e giardini lasciati a se stessi, e fazzoletti di terra su cui si continua a gettare cemento, figuriamoci se a qualcuno interessa delle spiagge!

Comunque, sempre per curiosità, ho fatto un po’ di telefonate ai Lidi privati del versante ionico.

Ebbene, nei lidi ionici, il prezzo di un ombrellone e due lettini al giorno è di 25 euro.

Si, 25 euro. Praticamente la quarta parte di quanto richiesto nei lidi tra Polignano e Monopoli.

100 euro mare adriatico, 25 euro mare ionico.

Questo è quanto.

Mi astengo da ogni giudizio e lascio a voi le conclusioni.

Personalmente non credo che quest’anno frequenterò il mare per tanti motivi: primo perché non posso permettermi le cifre dell’adriatico, secondo perché mi stressano le distanze dello ionico.

Poi se penso a quanti faranno pipì e sputeranno in acqua e sulla sabbia, e allo spettro del corona virus ancora aleggiante, mi passa la voglia!

Ad ogni modo una cosa è certa.

Stiamo andando in una direzione pericolosa: quella in cui il profitto e l’interesse economico prendono il sopravvento su tutto il resto.

Di questo passo a breve ci faranno pagare persino l’aria che respiriamo.

La Puglia è un’illusione, come dice saggiamente un mio amico.

Ti fa credere di essere libero, mentre sei prigioniero di un sistema che sta vendendo e svendendo la nostra terra al miglior offerente.

Vi ricordate il porticciolo di Polignano a mare?

Quando ero ragazza si andava li a passeggiare e a fare il bagno.

Era meraviglioso. Si provava una sensazione di vera libertà.

Ora è privatizzato. E’ diventato un porto turistico per barche e yacht di lusso.

Non ci si può più andare.

Hanno anche costruito nella campagna di fronte al porticciolo.

E adesso pare che costruiscano un resort  di lusso anche nel tratto di Costa Ripagnola, uno dei tratti più rappresentativi del territorio costiero pugliese.

Insomma,  una brutta sorpresa dietro l’altra.

Questa è la Puglia che non riconosci.

Questa è la Puglia che non ti aspetti.

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Maria Grazia Pani, nata a Bari, è regista, librettista, soprano e docente di canto Lirico presso il Conservatorio N. Piccinni di Bari. Nel 2015 ha pubblicato TeatrOpera, per Florestano Edizioni. Il suo sito web è http://www.mariagraziapani.it

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